Le diverse forme di allevamento nei vigneti hanno bisogno di strutture di sostegno robuste e durature. Il sistema di sostegno è quindi l’insieme delle diverse soluzioni necessarie a creare la struttura definitiva dove la pianta verrà appoggiata e fissata.
In funzione della tipologia di allevamento che si intende realizzare, sono necessari sistemi di forma, dimensioni e peso differenti.
Comunemente chiamati braccetti, i sistemi di sostegno sono strutture metalliche costituite da acciaio profilato e trafilato che viene tagliato, sagomato e saldato a formare la struttura portante che, una volta montata sul palo, servirà da appoggio ai fili di sostegno delle piante.
I Braccetti per l’impianto a pergola trentina sono ideati per essere installati su pali in CAP
Sono braccetti metallici piegati verso l’alto per garantire la coltivazione dell’uva dedicata alla successiva raccolta in cassetta per l’appassimento prima della pigiatura. Questa operazione viene tipicamente utilizzata per produrre vino Amarone ma anche per produrre altri tipi di uve dedicate a vinificazioni particolari o alla coltivazione dell’uva da tavola.
I braccetti a pergola trentina vengono realizzati in quattro diverse versioni.
| Braccetto tubolare “pergola trentina” | ![]() |
| Braccetto tubolare “pergola trentina” mezza | ![]() |
| Braccetto tubolare “pergola trentina” asimmetrica | ![]() |
| Braccetto tubolare “pergola trentina” tipo C | ![]() |

Per fissare i braccetti ai pali viene utilizzato un cavallotto appositamente sagomato, con estremità filettate per consentirne il serraggio, che garantisce la stabilità dell’intera struttura ed è disponibile nelle seguenti sezioni:
E’ realizzato con un acciaio rivestito in zinco-alluminio che ne impedisce il processo di corrosione e ne assicura la resistenza.
I braccetti per il sistema a GDC sono studiati appositamente per consentire le operazioni meccaniche in questo tipo di vigneto.
Infatti, la vendemmia meccanica a scuotimento verticale necessita che tali braccetti siano mobili e quindi possano flettere verso l’alto per consentire l’operazione senza lesionare la struttura. Sono stati studiati per avere grandi resistenze e zincati a caldo per una lunga durata nel tempo.
I braccetti GDC vengono realizzati in 3 diverse versioni.
| Braccetto a traliccio per sistema GDC per pali 8×8 e 9×9 | ![]() |
| Braccetto tubolare per sistema GDC con riccio per pali 8×8 e 9×9 | ![]() |
| Braccetto di testata a trapezio per sistema GDC per pali 8×12 | ![]() |


Il braccetto di testata è una struttura metallica installato sui pali di testata, con le estremità adatte ad alloggiare un tenditore per tesare il filo di supporto delle piante.
Braccetto di testata PESANTE
Il braccetto di testata pesante è una struttura metallica, costituita da un corpo tubolare, di lunghezza da 1,20 m a 2,00 metri installato sui pali di testata, alle cui estremità sono saldati dei tenditori per tesare il filo di supporto delle piante.
Esso è utilizzato nelle forme di allevamento a pergola trentina e serve per tesare i fili necessari per i rami di produzione.
MATERIALE UTILIZZATO
Il braccetto è realizzato da vari componenti in acciaio che vengono assemblati e saldati tra loro. L’acciaio è S235JR, strutturale, adatto alla saldatura e alla successiva protezione in bagno caldo di zinco.
Tale tecnica consente di applicare uniformemente uno strato di zinco dello spessore di 70-100 micron su tutta la superficie interna ed esterna, garantendo una protezione dell’acciaio molto durevole nel tempo. La qualità e la quantità della zincatura a caldo rispettano tutti i parametri stabiliti dalla norma UNI-EN-ISO-1461.
Nella realizzazione dei braccetti utilizziamo solo materiali di prima scelta per garantire la stabilità, la robustezza e la resistenza del sistema. Inoltre, la saldatura dei materiali è eseguita a robot, rispettando la norma internazionale M.A.G. – WPS, per ottenere una saldatura omogenea, continua e controllata.

La staffa che consente l’aggancio del braccetto al palo è realizzata in acciaio zincato a caldo, ha uno spessore di 3mm e un’altezza di 63mm.
Il braccetto è composto da due parti principali:
TIRAFILI AGGIUNTIVI
Il braccetto di testata pesante è provvisto di 2 tirafili saldati ma, in alcuni casi, quando costruiamo pergole trentine, necessitiamo di tesare ulteriori fili (fino a otto in tutto), oltre ai due già previsti di base.
I tirafili sono realizzati in acciaio S250GD rivestito di Evoluzinc, che permette di tesare fili fino a 4mm.
Presentano un particolare profilo bombato sul retro, per favorire la perfetta adesione al corpo del braccetto.
RESISTENZA MECCANICA
I braccetti devono avere un’altissima resistenza meccanica perché sostengono carichi molto importanti, fino a decine di tonnellate di frutta prodotta, senza cedimenti e preservando l’integrità dei frutti. I braccetti hanno le seguenti resistenze:
| Dimensioni | Utilizzo pali | Resistenza +/- 20% |
| 1,20 m | 14×14 – 8×12 – 9×9 | 3715 Kg |
| 1,50 m | 14×14 – 8×12 – 9×9 | 3009 Kg |
| 2,00 m | 14×14 – 8×12 – 9×9 | 2744 Kg |
Torna su


Siamo partiti più di 60 anni fa con la produzione di pali per vigneto, crescendo man mano fino a diventare uno dei pochi produttori sul mercato in grado di fornire al cliente un impianto chiavi in mano che soddisfi appieno le sue esigenze agronomiche e imprenditoriali.
I nostri pali in ferro zincati vengono realizzati internamente nel nostro reparto carpenteria che lavora e trasforma l’acciaio zincato con macchinari dedicati e due linee di profilatura automatica che formano, forano e tagliano 5.000 pali zincati per vigneto al giorno.
In Valente abbiamo un motto: “Non esiste Innovazione senza Tradizione”. Fin dalla nostra fondazione abbiamo sempre seguito un doppio binario, consolidando e perfezionando ciò che funzionava ed allo stesso tempo ricercando nuove soluzioni che potessero portare reali miglioramenti alla viticoltura. Nessun salto nel vuoto ma una politica di piccoli passi che ci ha permesso di essere sempre avanti, pur mantenendo e garantendo al cliente uno standard qualitativo dei prodotti al top.
Sappiamo bene dai feedback dei nostri clienti quanto un impianto facile e veloce da installare possa far risparmiare al viticoltore una quantità di tempo e, soprattutto di denaro, considerevole. Allo stesso modo, le manutenzioni periodiche di ritensionatura di fili e funi, ed ogni altra eventuale manutenzione straordinaria, diventano una passeggiata se l’impianto è stato realizzatore con e le necessarie accortezze ed i giusti accessori.
Tutti i nostri pali per vigneto sono stati sottoposti a severi test anticorrosione, costituiti da esposizione in nebbia salina, con l’aggiunta dei principali prodotti chimici utilizzati in agricoltura, superando brillantemente le prove di laboratorio.
La geometria del profilo unita all’alta qualità costruttiva conferiscono ai nostri pali in ferro altissimi valori di resistenza, flessibilità ed elasticità, cosa che garantisce in vigna grande stabilità nel terreno, evitando l’inclinazione dei filari.
È il sogno di ogni agricoltore: realizzare un vigneto con i migliori standard qualitativi di mercato e garantito contro ogni avversità atmosferica. È possibile? Certo, basta abbinare all’impianto Valente la garanzia Sikuro.
Eventuali danni da grandine, vento forte, uragani, bufere, tempeste e trombe d’aria, fulmini, neve sono coperti dalla garanzia.
Materiali al top, installazione a regola d’arte e garanzia completa contro ogni avversità: what else?
Abbiamo da tempo strutturato la nostra organizzazione secondo rigorosi standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale. Ciò ci ha permesso di ottenere già nel luglio 2002 la certificazione aziendale UNI EN ISO 9001:2000 (poi passata alla più recente UNI EN ISO 9001:2015), che garantisce al cliente di relazionarsi con un’azienda strutturata, efficiente ed organizzata.
Abbiamo poi conseguito la nuova e prestigiosa certificazione di prodotto DNV per i pali in cemento armato precompresso, che sono quindi garantiti attraverso un rigoroso controllo quanti-qualitativo per le caratteristiche di durata nel tempo, resistenza al gelo e meccanica, dosaggio e miscelazione dei materiali.
Tutti i nostri pali vengono dotati di una CERTIFICAZIONE DI QUALITA’ nella quale sono riportati i dati relativi alla lamiera utilizzata ed alla resistenza meccanica all’INFISSIONE ed alla FLESSIONE.
I fattori che, a parità di spessore e sezione, ci permettono di ottenere risultati migliori rispetto a qualunque altro prodotto analogo in commercio, oltre alla qualità della lamiera non percepibile ad occhio nudo, sono due:

La forma/geometria del profilo, che prevede molte pieghe e nervature.
Il numero delle nervature frontali, visibili distintamente sulla superficie del palo, e quello delle piegature, facilmente calcolabile e confrontabile con prodotti analoghi sul mercato, sono direttamente proporzionali alla resistenza del palo.
Poche pieghe e poche nervature = poca resistenza.

I ganci passafilo laterali, chiamati anche asole, che nei pali Valente vengono realizzate piegando la lamiera verso l’interno e non asportando/togliendo lamiera, cosa che va ad indebolire il palo stesso in questo punto critico.
Inoltre, avere asole laterali allineate con il resto del palo, e non sporgenti, riduce enormemente il rischio che si pieghino durante le molteplici attività meccanizzate che si svolgono in vigna, come accade invece per i prodotti dotati di ganci esterni che, sebbene possano sembrare comodi, è più facile che subiscano danni durante la vendemmia ed altre attività.
Sezione | Lunghezza | Armatura | Peso | Dimensioni |
| 6×6 | Da 2,00 a 3,80 m | 8 fili = 4 trecce 2×2,25 | 8 kg/m | ![]() |
| 7×7 | Da 2,50 a 4,70 m | 8 fili = 4 trecce 2×2,2512 fili = 4 trecce 3×2,25 | 11 kg/m | ![]() |
| 7×8 | Da 2,50 a 5,50 m | 12 fili = 4 trecce 3×2,25 | 12 kg/m | ![]() |
| 8×8 | Da 2,50 a 5,50 m | 12 fili = 4 trecce 3×2,25 | 15 kg/m | ![]() |
| 9×9 | Da 2,50 a 5,50 m | 12 fili = 4 trecce 3×2,2518 fili = 6 trecce 3×2,25 | 19 kg/m | ![]() |
| 8×12 | Da 2,70 a 5,80 m | 18 fili = 6 trecce 3×2,25 | 25 kg/m | ![]() |
| 14×14 | Da 4,20 a 5,80 m | 36 fili = 12 trecce 3×2,25 | 42 kg/m | ![]() |
Le strutture che realizziamo sono delle tensostrutture e di conseguenza vanno ancorate a terra per garantire la tensione permanente degli impianti.
Abbiamo bisogno quindi di elementi che, infissi nel terreno, siano in grado di garantire adeguata tenuta e stabilità. Sono di foggia e dimensioni differenti per adattarsi alle variegate tipologie e resistenze del terreno.

Questo tipo di ancoraggio prefabbricato è composto da un’asta e una piastra in calcestruzzo armato.
Viene utilizzato quando il terreno presenta ghiaia o roccia al suo interno o in presenza di terreni estremamente sabbiosi.
Le eliche esagonali non vengono zincate in quanto gli spessori dell’acciaio e il diametro dell’asta sono sufficientemente rilevanti da ridurre al minimo il pericolo di corrosione perforante.
Questo tipo di ancoraggio è ideale per la realizzazione di impianti di copertura anti-grandine, anti-pioggia o ombreggianti in terreni privi di ghiaia o roccia.

Il filo zincato STRUKTURASTEEL è in acciaio ad alto contenuto di carbonio (maggiore di 0,6%) rivestito con una lega in zinco e alluminio: è trafilato in diametri variabili tra 1,60 e 4,00 mm e serve a collegare tutti i pali intermedi, creando l’appoggio per le piante e il fissaggio dei rami. Serve, inoltre, a collegare le estremità dei pali quando si prevede di appoggiarvi sopra un materiale di copertura come, per esempio, la rete anti-grandine.
Le funi sono utilizzate per collegare il palo all’ancoraggio nei sistemi con tirante posteriore. Sono utilizzate, inoltre, nei sistemi antigrandine come collegamento longitudinale e trasversale tra i pali, con funzione stabilizzatrice.
Le funi, formate dall’intreccio di fili di acciaio, sono molto flessibili e facilmente adattabili alle parti da fissare.
La quantità dei fili varia in base all’utilizzo che se ne fa e di conseguenza alla resistenza che si vuole ottenere.
La fune ROPSTEEL viene proposta anche in una versione zincata e plastificata; è rivestita con una guaina in pvc nera in modo da avere la superficie di contatto con la rete perfettamente liscia, evitando l’usura precoce della rete a causa dello sfregamento.
Inoltre, per facilitare le operazioni di installazione e renderle molto rapide e sicure, è stata creata una fune tagliata a misura e già asolata.
Nelle coltivazioni di piccoli frutti come fragole, mirtilli, more, lamponi e ribes, diversi insetti possono causare danni significativi, sia alla pianta che ai frutti. Ecco i principali:
🐛 Insetti comuni a più specie
🍓 Fragole
🫐 Mirtilli
🍇 Lamponi e more
🍒 Ribes
La rete anti insetto è realizzata dalla tessitura di monofilo plastico e viene utilizzata per coprire e proteggere adeguatamente le colture dai danni causati dagli insetti, soprattutto la DROSOPHILA SUZUKI, la CARPOCAPSA e la CIMICE ASIATICA.
Il materiale utilizzato per la realizzazione delle reti anti insetto è il polietilene ad alta densità (HDPE). Il filo utilizzato è realizzato per estrusione, fondendo e facendo passare attraverso delle griglie forate (estrusori) la materia prima; successivamente viene termostabilizzato, ovvero viene riscaldato per far diminuire tutte le ritrazioni che normalmente presenta il materiale plastico esposto a fonti di calore anche modeste.
La rete antinsetto è realizzata lavorando il monofilo con una particolare tecnica chiamata tessitura a telaio: la maglia che si ottiene con questo tipo di lavorazione è di forma rettangolare di misura variabile ed è indeformabile, cioè le dimensioni non variano quando il telo anti insetto è sottoposto alle sollecitazioni.
Le reti anti insetto sono disponibili nelle seguenti dimensioni:
Rete ANTI-CARPOCAPSA: H 2,50 – 4,00 – 4,60
Rete ANTI-SUZUKI: H 2,00 – 2,50 – 3,00

La rete antigrandine è realizzata dalla tessitura di monofilo plastico e viene utilizzata per coprire e proteggere adeguatamente i frutteti dai danni causati dalla grandine.
Va installata su apposite strutture e fissata in modo da garantire totale protezione dalle intemperie, mantenendo comunque una minima elasticità per evitare usure precoci del materiale.
Il materiale utilizzato per la realizzazione delle reti antigrandine è il polietilene ad alta densità (HDPE) di colore nero. Il filo utilizzato è realizzato per estrusione, fondendo e facendo passare attraverso delle griglie forate (estrusori) la materia prima; successivamente viene termostabilizzato, ovvero viene riscaldato per far diminuire tutte le ritrazioni che normalmente presenta il materiale plastico esposto a fonti di calore anche modeste.
Le reti antigrandine per frutteti sono realizzate lavorando il monofilo con una particolare tecnica chiamata tessitura a telaio; la maglia che si ottiene con questo tipo di lavorazione è di forma rettangolare 2,8 x 8 mm ed è indeformabile, ovvero le dimensioni non variano quando la rete è sottoposta ai carichi della grandine.
La tessitura delle reti è “a giro inglese”, ovvero il monofilo viene intrecciato in fili di trama e ordito.
La rete antigrandine è certificata e garantita nel tempo con relativa documentazione che viene rilasciata all’atto dell’acquisto.
La coltivazione dell’actinidia (kiwi) può essere minacciata da diversi insetti fitofagi, alcuni dei quali causano danni diretti ai frutti, altri indeboliscono la pianta rendendola più vulnerabile a malattie. Ecco i principali:
🐛 Insetti dannosi per l’actinidia
LA MONILIA DEL CILIEGIO
La monilia è una delle malattie più diffuse e facilmente riconoscibili del ciliegio; deriva da due parassiti diversi, chiamati Monilia laxa e Monilia fruttigena, che sono incentivati nella loro azione se si muovono in un terreno particolarmente umido e senza che la pianta sia potata e disinfettata nella maniera corretta.
Il periodo più pericoloso è la primavera, quando le temperature iniziano a salire e l’irrigazione può essere più abbondante, con il rischio maggiormente elevato che si formino degli accumuli di liquidi e dei ristagni che facciano proliferare il fungo.
È facile riconoscerla quando le foglie, i fiori o i frutti si fanno improvvisamente più scuri, come se fossero ricoperti da una coltre di muffa grigia piuttosto spessa e compatta, che tende a marcirli dall’esterno verso l’interno e portare alla caduta.
I rami appaiono invece secchi, con alcune fessure che sono indice della malattia, all’interno delle quali le spore proliferano e dove possono insidiarsi anche altre varianti di batteri diversi.
IL CORINEO DEL CILIEGIO
Il corineo è anche detto nel gergo comune impallinatura, proprio a sottolineare come la malattia si manifesti con delle piccole macchioline che tendono a colpire ogni parte della pianta, a partire dalle foglie.
Il colore caratteristico di queste anomalie è un rosso che tende al viola e a formare un caratteristico alone che si allarga su tutta la superficie, portando la foglia o il frutto alla caduta e alla morte.
Inoltre, la patologia si riconosce per i piccoli buchi che si formano all’interno dell’alone, così come sui rami in prossimità delle gemme, che non hanno proprio la capacità di sbocciare e quindi di trasformarsi.
Le ciliegie mostrano poi delle incrostazioni difficili da rimuovere che impediscono al frutto di essere commestibile.
Si tratta di un’altra malattia fungina che si manifesta soprattutto in primavera, quando la temperatura è molto umida e le spore trovano terreno fertile per la proliferazione.
IL CANCRO BATTERICO DEL CILIEGIO
Il nome sembra piuttosto minaccioso e di fatto questa è una delle patologie più pericolose che possono colpire la varietà.
Non si tratta in questo caso dell’azione di un fungo bensì di un batterio, che ama annidarsi nelle drupacee di vario genere e portare alla loro morte precoce, facendo seccare prima i rami nella parte terminale fino ad arrivare al cuore dell’albero e alle sue radici.
I sintomi del cancro batterico sono delle macchie scure che si manifestano in maniera irregolare sulle foglie, con degli aloni più chiari e sfumati e delle parti necrotiche a carico delle aree legnose, come i rami e il tronco.
I MARCIUMI DEL CILIEGIO
Tra le patologie più comuni che possono colpire il ciliegio troviamo i marciumi, che sono provocati da diversi fattori.
Il primo è un’irrigazione eccessiva di un terreno già molto umido di suo, che pertanto forma delle pozze e dei ristagni idrici, che portano al deperimento delle radici estendendosi verso l’alto.
Il secondo fattore sono invece alcune tipologie di funghi, che si manifestano con questa modalità e che pertanto vanno trattati con procedimenti a base di zolfo e altri antibatterici e antisettici. Uno dei funghi che colpisce maggiormente il ciliegio nel vignolese e già presente in Puglia è l’Armillaria mellea, fungo che si vede sulle radici con una colorazione biancastra che può portare alla morte delle piante. Questo è presente maggiormente nei terreni ove da molto tempo viene coltivato il ciliegio.
Per prevenire questo fenomeno, è opportuno quindi fare attenzione alla preparazione del terreno, modulando l’acqua a seconda delle condizioni atmosferiche e procedendo a una potatura tattica delle parti secche e malate, per evitare che possano pregiudicare i frutti.
IL NEBBIO DEL CILIEGIO
Detto anche seccume fogliare, si tratta di una patologia che tende a manifestarsi soprattutto in estate, ed è provocata non dalla scarsa quantità di acqua come erroneamente si può pensare, ma da un fungo chiamato Gnomonia erythrostoma.
Spesso si agisce quindi troppo tardi a causa di questa incomprensione, ma è possibile riconoscere la differenza notando delle chiazze gialle con alone rosso che circonda, che tende a scurirsi quando la necrosi è ormai in una fase troppo avanzata.
La foglia ormai secca tende a staccarsi e a lasciare la pianta spoglia.
Come ogni altra infezione con questa fonte, il segreto è ricorrere a un prodotto a base di zolfo o al classico Verde Rame, così da fermare la proliferazione delle spore, avendo però l’accortezza di togliere la parti ormai danneggiate che non sono recuperabili e incentivano solo la diffusione della malattia.
LA RUGGINE DEL CILIEGIO
Simile alla precedente come sintomi, questa malattia si manifesta con delle macchie marroncine collocate principalmente sulla pagina superiore della foglia, che si scurisce progressivamente fino a morire e cadere.
La patologia si propaga poi ai rami, impedendo ai germogli di sbocciare e quindi non portando alla formazione del frutto.
Le pustole di colore bianco che accompagnano questa condizione possono essere sconfitte con uno spray a base di rame, disinfettante e antimicotico, unendo una componente di zolfo per un’azione strong.
AFIDE NERO DEL CILIEGIO
Ecco una malattia che può essere riconosciuta facilmente, poiché si sviluppa a seguito dell’infestazione di piccoli insetti neri che sono visibili a occhio nudo.
Questi pungono i germogli del ciliegio e delle altre piante da frutto, depositando un elevato numero di altri giovani afidi che fanno la stessa cosa.
L’albero muore quindi in poco tempo se non si corre subito ai ripari, portando alla nascita di ciliegie piccole, deformi e non commestibili.
L’unica soluzione è ricorrere a un insetticida specifico oppure operare una vera e propria disinfestazione per mano di un professionista.
Nei ceraseti italiani, diversi insetti possono compromettere la qualità e la resa delle ciliegie. Ecco i principali nemici da tenere d’occhio:

Il telo anti-pioggia è un tessuto in rafia plastificato su un lato ed è utilizzato per coprire e proteggere adeguatamente le colture dai danni causati dalla pioggia.
Tramite un processo brevettato di saldatura si applicano cimose laterali rinforzate (triplice strato di tessuto), essenziali per un fissaggio sicuro alla struttura; l’intero telo è impermeabile, ha una notevole robustezza meccanica e resistenza agli strappi.
Inoltre, sul bordo del telo vengono realizzati dei fori in modo da poter inserire i ganci o i moschettoni di fissaggio alla struttura.
Le caratteristiche tecniche del telo anti-pioggia sono le seguenti:
Valente offre un sistema rapido e automatico che consente di aprire e chiudere i teli anti pioggia come fossero un ombrello, per una gestione ottimale del ceraseto.
Questa tecnologia innovativa, installate esclusivamente sulla struttura MultiShield, offre grandi vantaggi e rappresenta per gli agricoltori una soluzione completa, efficace, flessibile e sicura per la protezione dei propri raccolti.
La particolare disposizione dei teli dell’impianto Multi-shield consente infatti all’operatore di farli scorrere sul telaio della struttura, in modo da gestire l’apertura e la chiusura a seconda delle necessità, con il grande vantaggio di lasciar crescere le piante in condizioni normali per la maggior parte del tempo, per poi coprirle solo nel momento del bisogno, ovvero quando c’è effettivamente il rischio pioggia, favorendone lo sviluppo ottimale.
Il sistema Valente rende tale operazione veloce ed efficace, permettendo ad un singolo lavoratore di chiudere o aprire la copertura di una fila di cento metri in meno di un minuto, vale a dire che sono necessari 20 minuti per un ettaro di terreno.
I frutteti di pesche e albicocche in Italia sono soggetti a diversi insetti dannosi che possono compromettere la qualità e la quantità del raccolto. Ecco i principali:
L’uso delle coperture su frutteto, oggi divenuta consuetudine per la maggioranza delle colture improntate a forme di allevamento moderne, ha in realtà una storia piuttosto recente. Negli anni 60, quando la nostra azienda si è affacciata sul mercato con la produzione di pali in cemento armato precompresso, l’idea di coprire il frutteto non era di certo fra le priorità degli agricoltori ma, come risulta evidente oggi, molte cose sono cambiate in poco più di 60 anni.
A partire dagli anni '80, alla protezione dalla grandine si sono presto aggiunte nuove esigenze, come la protezione dagli insetti, dalla pioggia, dal vento e dal sole.
L’esperienza maturata in questi anni ha però portato negli ultimi tempi a far emergere altri due nuovi aspetti che si stanno rivelando fondamentali.
Il primo è che tali coperture, oltre ad assolvere alle loro funzioni specifiche, possono essere in realtà polifunzionali, cioè in grado di svolgere più compiti e offrire diversi tipi di protezione.
Il secondo è che le coperture garantiscono anche un microclima migliore alle colture sotto diversi aspetti, creando un ambiente più favorevole per la crescita delle piante e aumentando la produttività e la qualità dei frutti.
La bibliografia scientifica in merito è ormai piuttosto corposa e, pur con i necessari distinguo legati al tipo di copertura, alla coltivazione ed alle caratteristiche dei diversi territori, è concorde nel certificarne i benefici in riferimento ai seguenti parametri.
Benefici vitali, soprattutto se consideriamo che la situazione ambientale sta continuando ad evolversi e complicarsi, presentando inverni miti e gelate tardive, piovosità concentrata e di maggiore intensità, frequenti eventi grandinigeni, eccesso di vento e insolazione e aumento dei patogeni alieni.
Uno scenario che porta a una sola considerazione: fare frutticoltura senza i sistemi di copertura del frutteto è ormai impensabile.
Ovviamente esistono soluzioni di diverso tipo, dai tradizionali impianti anti-grandine a quelli multifunzione completi di rete anti-insetto, monofilari o monoblocco e con diversi livelli di automazione, ma tutti forniscono un contributo positivo che, pur rappresentando un investimento iniziale significativo, porta benefici a lungo termine in termini di miglioramento della qualità e quantità della produzione in grado di giustificare ampiamente i costi.

Nei frutteti italiani di mele e pere, diversi insetti possono causare danni significativi, sia alla pianta che ai frutti. Ecco i principali:

I pali in cemento armato precompresso sono realizzati con la tecnica della precompressione, la quale assicura una maggiore resistenza meccanica.
I pali in cemento Valente hanno forma trapezoidale con i quattro lati lisci e privi di spigoli, così da non usurare le reti anti-grandine negli impianti di frutteto. Nel fronte è presente il nostro marchio di fabbrica: la V di Valente!
I pali precompressi Valente sono realizzati attraverso la sapiente unione di due componenti fondamentali: il calcestruzzo (ghiaia e sabbia naturali miscelati al cemento PORTLAND 525) e la treccia in acciaio ad alto tenore di carbonio e a basso rilassamento (da due o tre fili intrecciati di diametro 2,25 mm).
La qualità dei pali precompressi Valente è garantita da DNV tramite apposito Certificato di Qualità Prodotto.
I pali sono disponibili nella versione KLASSIC nelle colorazioni grigia o marrone e in 9 sezioni, con altezze da 2 mt a 5,8 mt.